Indicatore di attività economica - Trentino-Alto Adige - Dicembre 2013

Prosegue anche nel quarto trimestre del 2013, ma ad un ritmo meno sostenuto, il processo di risalita del l’indicatore di attività economica del Trentino-Alto Adige, che nel mese di dicembre ha segnato una variazione positiva, +0,2% su base annua (unica regione italiana in territorio positivo).


L’andamento di alcune variabili che contribuiscono alla stima dell’indicatore.

DOMANDA ESTERA E INTERNA

Nel quarto trimestre del 2013 il ritmo delle esportazioni si è mantenuto positivo, +2,5% su base annua, mentre le importazioni hanno registrato una lieve riduzione, -0,2% a/a. Il surplus della bilancia commerciale si è quindi attestato su 323,6 milioni di euro, e corrisponde al 17,5% delle esportazioni del periodo.
A partire dal mese di novembre 2013 si è registrato un deciso aumento delle immatricolazioni di nuove auto, per effetto delle vendite nel comparto del noleggio, stimolate dalla mancata maggiorazione dell’IPT, che hanno registrato una crescita nel mese di dicembre (data di aggiornamento dell’indicatore), +30,2% su base annua, che si è protratta nei primi mesi del 2014, +47,9% a febbraio.

MERCATO DEL LAVORO

La situazione del mercato del lavoro risulta stazionaria nel quarto trimestre dell’anno. Il numero degli occupati ha registrato un lieve aumento, +0,7% su base annua, che ha interessato il settore industriale (+1,9%, oltre 2.160 unità) e in parte quello dei servizi (+0,8%, quasi 1.870 unità), mentre sono diminuiti gli addetti del settore agricolo, -2,8% (oltre 620 unità). Nello stesso periodo il tasso di attività e quello di occupazione sono rimasti pressoché invariati, così come pure il tasso di disoccupazione.

DEMOGRAFIA DELLE IMPRESE

Infine, per quanto riguarda i dati sulla nati-mortalità delle imprese, nel quarto trimestre del 2013 c’è stato un aumento del numero di quelle attive (+0,7% a/a), supportato da una forte crescita mentre delle nuove iscrizioni (+17,0% a/a) e una lieve riduzione delle cessazioni (-5,5% a/a). Il saldo tra iscrizioni e cessazioni, in rapporto alle imprese attive, è stato nullo, mentre l’anno precedente era risultato negativo, -0,3%.