Barometro nazionale - Giugno 2014

Non è ancora diffuso il dettaglio delle componenti del PIL del primo trimestre, che comunque è stato piuttosto deludente evidenziando una contrazione del -0,1% t/t (-0,5% a/a). E’ probabile che a deludere siano state prevalentemente le componenti della domanda domestica, i consumi in particolare, in un contesto in cui anche la domanda estera non ha brillato (negli altri paesi europei il contributo alla crescita proveniente dalle esportazioni nette è stato generalmente negativo).

Nonostante la ridotta performance della misura aggregata, il nostro indicatore coincidente continua a segnalare un miglioramento.

L’indicatore ha raggiunto il livello di -0,03 a maggio con una media pari a -0,10 negli ultimi due mesi, contro lo -0,32 del primo trimestre. Sono ancora gli indicatori di fiducia a spingere in alto l’indicatore: in maggio sono rimasti sopra quota 50 gli indici PMI, non inclusi nel modello (quello manifatturiero è lievemente sceso da 53,2 da 54 ma sempre su buoni livelli, quello dei servizi è invece salito da 51,1 a 51,6), ma soprattutto ha continuato a salire la fiducia dei consumatori rilevata dall’ISTAT (da 105,5 a 106,3) mentre è rimasta pressoché stabile (anche questa su buoni livelli) quella delle imprese manifatturiere (99,7). Guardando ai dati relativi ai consumi però si è registrato un rallentamento del mercato dell’auto (-3,8% a/a a maggio, da 1,9% a/a) mentre le statistiche sulle vendite al dettaglio (ancora relative a marzo) sono state nuovamente deboli (-0,9% a/a). Messaggi contrastanti vengono dal mercato del lavoro: se è salita ancora la disoccupazione giovanile ed anche il tasso su media trimestrale (primo trimestre a 12,7% contro il 12,6% del trimestre precedente), il dato di aprile è in miglioramento a 12,6%.

E’ innegabile che gli indicatori di fiducia in questo momento presentino un quadro più roseo di quelli “effettivi”; questo però dovrebbe preludere ad un miglioramento di questi ultimi (supportato auspicabilmente anche dai recenti provvedimenti relativi alla riduzione del carico fiscale sul lavoro dipendente) e il nostro indicatore dovrebbe cogliere questo movimento. Il livello dell’indicatore è infatti compatibile con una crescita del Pil nel secondo trimestre dello 0,3% t/t.